Passeggiate romane
Manovre del Pd per il dopo Bersani
Sarà per colpa delle indagini che riguardano il suo ex braccio destro, Filippo Penati, sarà perché è lo sport preferito del centrosinistra, fatto è che nel Partito democratico è ripartita la corsa alla lapidazione (finora sole verbale) del segretario Pier Luigi Bersani con conseguenti dissertazioni sul possibile leader prossimo venturo. Matteo Renzi, che in questi ultimi mesi era rimasto abbastanza defilato rispetto alla politica nazionale, e aveva continuato a dire di voler ricandidarsi a sindaco di Firenze e di non nutrire alcuna aspirazione nei confronti della politica nazionale, ha ricominciato a rilasciare dichiarazioni e interviste.
23 AGO 20

Sarà per colpa delle indagini che riguardano il suo ex braccio destro, Filippo Penati, sarà perché è lo sport preferito del centrosinistra, fatto è che nel Partito democratico è ripartita la corsa alla lapidazione (finora sole verbale) del segretario Pier Luigi Bersani con conseguenti dissertazioni sul possibile leader prossimo venturo.
Matteo Renzi, che in questi ultimi mesi era rimasto abbastanza defilato rispetto alla politica nazionale, e aveva continuato a dire di voler ricandidarsi a sindaco di Firenze e di non nutrire alcuna aspirazione nei confronti della politica nazionale, ha ricominciato a rilasciare dichiarazioni e interviste. Renzi si candida, anche se non lo dice, ma il suo ex amico Pippo Civati lo ha ben capito.
Renzi, però, non è l’unico in pista. I cosiddetti quarantenni del Partito democratico, da Andrea Orlando a esponenti di minore spicco come l’ex segretario di base (ora deputato) Dario Ginefra puntano tutte le loro carte su Nicola Zingaretti. E non lo fanno certamente per altruismo: con un nuovo segretario il Pd avrà anche un nuovo gruppo dirigente, dove, finalmente, i quarantenni del partito potranno essere rappresentati.
Il tentativo in atto non è quello di scalzare il leader con un colpo di mano, perché è ovvio che riuscirci è impossibile. Piuttosto si lavora sull’ipotesi di convincere Walter Veltroni e Massimo D’Alema a convergere sulla candidatura di Nicola Zingaretti.
Ma il presidente della provincia di Roma, finora, ringrazia e declina qualsiasi offerta. Zingaretti continua a dire di essere solo interessato alla corsa del Campidoglio. La sua aspirazione, insomma, sarebbe quella di prendere il posto di Gianni Alemanno. E finora la sua sembrava una corsa in discesa. Non fosse che il suo predecessore alla provincia di Roma, Enrico Gasbarra, si è, di fatto, candidato alla stessa poltrona: anche lui aspira al posto di sindaco di Roma, e ha dalla sua i nemici di Zingaretti e i centristi dell’Udc. E’ ancora presto per dire come andrà a finire, ma una cosa è certa: nel Partito democratico romano adesso si daranno botte da orbi, mentre a livello nazionale i big non hanno ancora capito che cosa convenga loro: appoggiare Zingaretti, che però si vorrebbe come leader nazionale, o bocciarlo in favore di Gasbarra, tagliandogli così le ali con cui potrebbe spiccare il volo?
Matteo Renzi, che in questi ultimi mesi era rimasto abbastanza defilato rispetto alla politica nazionale, e aveva continuato a dire di voler ricandidarsi a sindaco di Firenze e di non nutrire alcuna aspirazione nei confronti della politica nazionale, ha ricominciato a rilasciare dichiarazioni e interviste. Renzi si candida, anche se non lo dice, ma il suo ex amico Pippo Civati lo ha ben capito.
Renzi, però, non è l’unico in pista. I cosiddetti quarantenni del Partito democratico, da Andrea Orlando a esponenti di minore spicco come l’ex segretario di base (ora deputato) Dario Ginefra puntano tutte le loro carte su Nicola Zingaretti. E non lo fanno certamente per altruismo: con un nuovo segretario il Pd avrà anche un nuovo gruppo dirigente, dove, finalmente, i quarantenni del partito potranno essere rappresentati.
Il tentativo in atto non è quello di scalzare il leader con un colpo di mano, perché è ovvio che riuscirci è impossibile. Piuttosto si lavora sull’ipotesi di convincere Walter Veltroni e Massimo D’Alema a convergere sulla candidatura di Nicola Zingaretti.
Ma il presidente della provincia di Roma, finora, ringrazia e declina qualsiasi offerta. Zingaretti continua a dire di essere solo interessato alla corsa del Campidoglio. La sua aspirazione, insomma, sarebbe quella di prendere il posto di Gianni Alemanno. E finora la sua sembrava una corsa in discesa. Non fosse che il suo predecessore alla provincia di Roma, Enrico Gasbarra, si è, di fatto, candidato alla stessa poltrona: anche lui aspira al posto di sindaco di Roma, e ha dalla sua i nemici di Zingaretti e i centristi dell’Udc. E’ ancora presto per dire come andrà a finire, ma una cosa è certa: nel Partito democratico romano adesso si daranno botte da orbi, mentre a livello nazionale i big non hanno ancora capito che cosa convenga loro: appoggiare Zingaretti, che però si vorrebbe come leader nazionale, o bocciarlo in favore di Gasbarra, tagliandogli così le ali con cui potrebbe spiccare il volo?